guancesporchedilacrime

E se Beatrice in ‘Bianca come il latte rossa come il sangue’ non fosse morta? Leo sarebbe andato sicuramente da lei, le avrebbe dato tutto l’amore che avrebbe voluto darle, ma Silvia?
Beh, Silvia sarebbe rimasta in silenzio, come sempre, a sfogliare le pagine della vita di Leo, curandosi delle pieghe all’angolo e senza pensare alla sua di vita. Magari avrebbe scelto di amare qualcun altro o semplicemente di amare Leo in silenzio. E non so cosa farebbe più male, se amare qualcuno che scambia l’anima con un’altra persona o baciare qualcuno che non riuscirà ad avere mai l’importanza che stimerebbe. Intanto Silvia colmerebbe sempre i vuoti di Leo, senza riempire o meglio svuotare i suoi da tutte quelle angosce e sentimenti buttati al vento.
E chissà se poi Leo si accorgesse di Silvia, dei suoi occhi azzurri, che diceva fossero la sua àncora di salvezza durante un naufragio. Chissà se ci avesse fatto caso che erano azzurri, sì, ma non del colore del mare ma del colore della pioggia, delle lacrime che facevano galleggiare costole, milza, fegato, stomaco, polmoni e ciò che ne fosse rimasto del cuore.
Chissà se Leo si fosse mai accorto che il cuore di Silvia batteva d’amore e non di vita. Chissà se Silvia fosse sopravvissuta a quelle torture, se avesse fatto scelte coraggiose o se fosse annegata nelle sue stesse lacrime.
Ma Silvia rimarrebbe sempre una guerriera, anche se poi, decidesse di guardare da lontano Leo e Beatrice, rimarrà sempre una guerriera in allerta della persona che ama.

Francesca Russo

(via infrarossi)

 

(via iwanttoflyaway)

theprovocationofwoodstock
Questa è la storia di una ragazza di diciassette anni.
Una ragazza dai capelli biondi color biondo miele e gli occhi azzurro mare.
Non piace alla gente.
Lei è troppo sensibile.
Troppo dura con sè stessa.
Troppo seria.
Troppo sognatrice.
Troppo grassa.
Poco carina.
Troppo sè stessa.
Mai abbastanza per nessuno.
Lei non piace agli altri, figuriamoci se lei si piace.
Aveva la mania di sopportare tutto e ad ogni insulto il dolore in lei si alimentava sempre più.
Ogni giorno.
Ogni anno.
Senza piangere.
Senza mai dire qualcosa ai suoi genitori e amici.
Aveva fatto delle parole, qualcosa di inutile e insensato.
Delle volte voleva scomparire.
Se lo prometteva.
Ma lei le promesse non le sa mantenere.
Tutte le persone pensano sempre a far male agli altri, come se fosse un diritto o una legge scritta.
Anche lei ha fatto del male alle persone.
Si ritiene una delusione.
Si prende le sue responsabilità.
A lei importa solo essere accettata per come è.
Le prese in giro la fecero chiudere dentro, diventò uno scudo.
Sta bene solo nel suo mondo, piendo di musica, libri, colori, disegni e milioni di film.
Poi esce da quel mondo e i suoi occhi diventano pieni di lacrime.
Oggi non le ha trattenute.
“Non si può essere forti sempre”, già, ma lei voleva essere forte anche questa volta non poteva farsi vedere in lacrime dalle sagome dei suoi “amici” di classe.
Invece è scoppiata i lacrime.
Si sentiva zero.
Ora sono le 15:58, è nel suo mondo a ricordarsi le cose belle, lasciando stare questi mostri viventi.
I mostri che ha nei suoi occhi sono anche troppi.
Le persone dicono di essere umani fra loro,  la veritá è che siamo solo quello che la società sta creando.
Siamo solo mostri, tutto qua.
theprovocationofwoodstock. (via theprovocationofwoodstock)